Direttiva UE — 11 ottobre 2026

La diagnosi energetica sta diventando obbligatoria per chi consuma, non più per chi è grande.

Il criterio dei 250 dipendenti e dei 50 milioni di fatturato sta per sparire. Conterà una cosa sola: quanta energia consumi in un anno, sommando luce, gas e tutto il resto. Sopra i 10 TJ — circa 2.780.000 kWh equivalenti — scatterà l'obbligo di diagnosi, con scadenza europea 11 ottobre 2026. In Italia il decreto che lo recepisce non è ancora uscito: qui sotto trovi esattamente a che punto siamo.

Farà rientrare parecchie aziende della provincia che fino a ieri erano tranquillamente fuori. La maggior parte non lo sa, e quasi nessuna ha pronti i dati che servono.

Chi deve farla, entro quando

Le soglie sono sul consumo complessivo dell'impresa, non sui soli consumi elettrici.

Dove siamo davvero, al 28 agosto 2026 — perché è giusto che tu lo sappia da noi.

Le soglie sui consumi arrivano dalla direttiva europea 2023/1791. L'Italia non l'ha ancora recepita: il termine era l'11 ottobre 2025, è passato, e il decreto è ancora allo stato di bozza. Quindi oggi, in Italia, l'obbligo in vigore resta quello del D.Lgs 102/2014 — grandi imprese e imprese energivore.

Cosa significa per te. Se sei una grande impresa o un'energivora, sei obbligato adesso. Se rientri solo con la nuova soglia sui consumi, non sei in mora oggi — ma quando il decreto uscirà i tempi saranno strettissimi, e la diagnosi richiede i dati di tre anni e settimane di lavoro. Chi arriva con i dati pronti ce la fa; chi parte da zero il giorno del decreto, no.

Se qualcuno ti sta dicendo che oggi rischi una multa da 40.000 euro perché superi i 10 TJ, ti sta vendendo con la paura. Verifica: il decreto in Gazzetta Ufficiale non c'è.

Consumo annuoCosa scattaEntro quando
Grandi imprese ed energivore
criterio dimensionale, D.Lgs 102/2014
Diagnosi energetica obbligo già in vigore
oltre 10 TJ
≈ 2.780.000 kWh ≈ 280 TEP
Diagnosi energetica + piano d'azione da trasmettere agli amministratori e pubblicare nella relazione annuale 11 ottobre 2026 (scadenza europea, in attesa del decreto)
oltre 85 TJ
≈ 23.600.000 kWh
Sistema di gestione dell'energia certificato ISO 50001 11 ottobre 2027 (idem)
Già obbligate in passato Rinnovo della diagnosi (vale 4 anni) 5 dicembre 2027

Le sanzioni, per chi è obbligato oggi (grandi imprese ed energivore): da 4.000 a 40.000 euro se la diagnosi non viene fatta, da 2.000 a 20.000 se viene fatta ma non è conforme.

E soprattutto — pagare la sanzione non cancella l'obbligo: la diagnosi va fatta lo stesso, dopo aver pagato.

Due errori che vediamo spesso.

Il primo: guardare solo la bolletta della luce. La soglia somma tutti i vettori energetici — elettricità, gas, gasolio, GPL. Un'azienda con 1,2 milioni di kWh elettrici sembra lontanissima dalla soglia, ma se brucia anche 150.000 Smc di gas la supera.

Il secondo: dare per scontato di restare fuori perché si è una piccola impresa. È esattamente il criterio che sta per sparire.

Rientri nell'obbligo? Fai il conto adesso

Prendi l'ultima bolletta della luce e quella del gas. Servono due numeri, niente dati personali.

È una stima, non una certificazione: converte il gas in energia con il potere calorifico standard e somma i due vettori. Contano anche gasolio e GPL se li usi, e la norma guarda la media degli ultimi anni, non un anno solo. Se il risultato ti dà vicino alla soglia, il conto va fatto sui dati veri — lo facciamo gratis.

Dalla verifica alla diagnosi depositata

1

Verifica della soglia

Guardiamo i consumi reali degli ultimi anni e ti diciamo se sei dentro o fuori. Se sei fuori te lo diciamo e finisce lì, senza che tu abbia speso niente.

2

Raccolta dati e sopralluogo

Mezza giornata in azienda: impianti, profili di consumo, misure. È la parte che determina se la diagnosi sarà utile o solo un documento da archiviare.

3

Diagnosi + piano d'azione

Relazione conforme, firmata da un EGE certificato, e il piano d'azione con gli interventi quantificati: costo, risparmio, tempo di rientro.

Chi firma, detto subito.

La diagnosi la può firmare solo un EGE certificato (UNI CEI 11339) o una ESCo (UNI 11352): non il tuo fornitore di energia, non il manutentore, e nemmeno un ingegnere senza quella certificazione. L'analisi la facciamo noi — raccolta dati, sopralluogo, misure, calcoli, piano d'azione — e la firma la mette l'EGE con cui lavoriamo. La certificazione la stiamo completando anche internamente, ma finché non è in mano non raccontiamo il contrario.

È anche il motivo per cui ti conviene chiedere sempre, a chiunque ti proponga una diagnosi: chi la firma, e con quale certificazione? Una diagnosi non conforme costa da 2.000 a 20.000 euro e va rifatta.

Domande frequenti

Quanto costa una diagnosi energetica?

Dipende da quanti siti hai e da quanto è complesso il ciclo produttivo: il mercato sta tra i 2.000 e i 5.000 euro. Il numero esatto te lo diamo dopo aver visto i consumi — un preventivo prima di aver guardato i dati non è un preventivo. La verifica della soglia, quella, non costa niente.

Ce la fa gratis il nostro fornitore di energia.

Può darsi, e sarebbe ottimo. Verifica solo una cosa: chi firma il documento e con quale certificazione. Le diagnosi offerte dai venditori di energia sono spesso report commerciali, non documenti conformi — e una diagnosi non conforme lascia in piedi l'obbligo, con la sanzione sopra.

Abbiamo la ISO 50001. Siamo a posto?

Sì, la ISO 50001 certificata assolve all'obbligo di diagnosi. Tieni presente però che sopra gli 85 TJ l'anno la stessa direttiva europea la rende a sua volta obbligatoria, con scadenza 11 ottobre 2027 — vale lo stesso discorso fatto sopra: è una scadenza europea, il decreto italiano non c'è ancora.

Quanto tempo serve?

Una diagnosi fatta bene sono settimane: raccolta dei consumi su tre anni, sopralluogo, misure, relazione. La parte che sorprende tutti è la prima — recuperare e mettere in fila i dati di tre anni richiede più tempo dell'analisi. Il primo passo, la verifica della soglia, sono dieci minuti e serve proprio a non far perdere tempo a chi non rientra.

Ma è già legge in Italia?

Non ancora, e preferiamo dirtelo noi. La direttiva europea è in vigore, ma il decreto italiano di recepimento non è stato pubblicato: il termine era l'11 ottobre 2025 ed è passato. Oggi in Italia l'obbligo riguarda grandi imprese ed energivore. Se rientri solo con la nuova soglia sui consumi non sei in mora — ma sei tra quelli che dovranno muoversi per primi, e con poco preavviso.

Ogni quanto va rifatta?

Ogni quattro anni. Chi la deposita adesso avrà la scadenza successiva nel 2030.

La diagnosi serve solo a mettersi in regola?

È l'adempimento, ma quello che ne esce è un elenco di interventi quantificati sui tuoi consumi reali — fotovoltaico, rifasamento, recuperi di calore, illuminazione. La differenza tra una diagnosi che finisce in un cassetto e una che si ripaga sta tutta lì. Qui trovi cosa facciamo sugli interventi.

Dieci minuti per sapere se sei obbligato

Mandaci i consumi dell'ultimo anno — luce e gas, li trovi in bolletta — e ti diciamo se rientri nell'obbligo dell'11 ottobre. Se sei sotto soglia te lo diciamo e non ci sentiamo più.

Lasciaci un recapito: ti richiamiamo noi

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